Al termine della gara contro l’Udinese, mister Paolo Ruggeri è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

“Siamo nuovamente ad analizzare episodi sfavorevoli: il direttore di gara ha considerato involontario un tocco di mano commesso da un avversario nella propria area di rigore, ed abbiamo persino subito gol sulla seguente ripartenza. La stessa ci era capitata a Torino, non so perché anche questa volta l’arbitro non abbia decretato il calcio di rigore e non so quanto possa esser possibile un evento simile. Ancora una volta ci troviamo a commentare un torto che abbiamo subito. Abbiamo avuto un’ottima occasione con Neto ad inizio gara, ma non siamo riusciti a sbloccare il match. In questo momento facciamo fatica a portare in porto il lavoro che svolgiamo durante la settimana: dobbiamo cercare la svolta e mettere qualcosa in più sul campo a livello di determinazione e voglia. La sfortuna dobbiamo lasciarla da parte, ma non sarà sempre così perché prima o poi saremo noi a raccogliere fortune.

Sono tre settimane che conosco questi ragazzi, forse sono io che porto sfortuna! Non devono mollare e devono continuare ad aiutarsi, lottando su ogni pallone insieme. Questa è l’unica medicina che può tirarci fuori da questa melma: fare squadra ed andare avanti contro tutto e tutti. Pedro Neto l’ho visto due settimane fa nell’amichevole disputata contro la Prima Squadra: ha grandi qualità, ma deve metterle a disposizione dei compagni, non si può mettere l’intero peso di una gara sulle spalle di un singolo calciatore. In questi momenti serve la squadra al completo, dai calciatori all’allenatore passando per lo staff e la Società. Tutto l’insieme deve compattarsi.

Stiamo parlando di ragazzi ed in situazioni come questa, considerando i risultati ed il lavoro svolto durante la settimana con il mister, basta poco per alterare la tranquillità degli atleti stessi: è molto dura. Anche gli episodi non vanno nella giusta direzione ed un ragazzo può trovarsi in difficoltà sbagliando anche ciò che può sembrare elementare: i ragazzi devono uscirne attraverso il lavoro e l’unione. Fino ad ora non ho visto compagini nettamente più forti della Lazio: il Torino è un’ottima squadra, contro il Chievo ci abbiamo provato fino alla fine, come del resto, anche con l’Udinese”.