Ancora in clima natalizio cade una ricorrenza che di serenità calcistica ne lascia davvero poca.

A chiudere l’anno 2018 dell’Olimpico laziale una partita la cui ultima rappresentazione, datata 11 dicembre 2017, richiama ancora ferite mai del tutto cicatrizzate.

Lazio-Torino un anno dopo. Una delle partite manifesto per tutti coloro che avrebbero e non avrebbero voluto l’istituzione del VAR, ma che certamente si sarebbero augurati ben altro utilizzo.

La gara contro i granata la seconda tappa di un giro d’Italia pieno di ostacoli per la squadra di Inzaghi verso il traguardo della Champions, dimostratosi più arduo e faticoso di un gran premio della Montagna. Il Toro vinse e pure largamente, quasi a legittimare un’aspirazione che da sempre accompagna iniziative e propositi della società piemontese, senza tuttavia avvicinarsi mai al proprio traguardo: l’Europa League.

Quest’anno entrambe ritentano la scalata alle proprie vette: più o meno stabili le credenziali biancocelesti, in ritardo quelle granata. E la colpa, sembrerebbe risiedere proprio in quello strumento ostativo chiamato VAR. Cairo e Mazzarri sembrano essere candidati al premio "Piangina 2019": non ce ne vogliano i due leader del Torino, ma il premio virtualmente è stato istituito proprio per rappresentare al meglio le (giustificate) lamentele di Inzaghi e soci durante lo scorso campionato.

Inutile fare paragoni, ma l’eredità raccolta dai granata, presunta o reale, è stata sostenuta anche da stampa nazionale e locale sin dalle prime battute, tanto da fare una conta più o meno approssimata sugli 11 punti mancanti a Belotti e compagni, addirittura da renderli squadra da Champions League, al pari o meglio della Lazio stessa.

Forse l’unica grande differenza non è nella conta dei punti, ma proprio nell’aiuto soccorso di una stampa a “rimorchio” della vettura impantanata, ma anche questa sarebbe una riflessione poco natalizia…

Le squadre in campo però quella sera di dicembre di un anno fa erano tre: Lazio, Torino e arbitri, capitananti da Piero Giacomelli, che non ha più arbitrato la Lazio da allora, quasi ad espiare le proprie colpe…