Flaminia Lombardozzi, centrocampista della Lazio Women, è intervenuta ai microfoni di Lazio Style Radio, 89.3 FM.

“Questa ultima è stata una delle settimane più belle calcisticamente parlando. Quando siamo arrivate all’Olimpico per giocare la partita, eravamo felici ma anche emozionate perché non ci era mai capitato di giocare di fronte ad un così elevato numero di tifosi. Abbiamo dimostrato di essere alla pari con una squadra di Serie A come la Pink Bari. 

Il mio soprannome mi è stato affibbiato da Martina Santoro: ai tempi giocavamo in Primavera, il mio numero preferito era l’8, Hernanes in quelle stagioni vestiva la maglia biancoceleste ed io gli somiglio per caratteristiche tecniche e tattiche. Un giorno, in campo, la mia compagna di squadra ha notato queste somiglianze e da lì sono diventata, anche io, il Profeta!

Tornando all’evento ‘Di Padre in Figlio’, posso ammettere che un’emozione simile non l’avevo mai provata: la cosa più bella è stato vedere i tifosi presenti sugli spalti che ci hanno incitato come se noi fossimo la prima squadra. Questa è la dimostrazione che la gente viene volentieri a tifare anche per noi: quando sentivamo i cori, e la gente inneggiava i nostri nomi, ho provato sensazioni che esternare a parole è riduttivo.

Mister Tesse era convinta che non avremmo fatto una figuraccia. Crede più lei nelle sue giocatrici, di quanto non lo facciamo noi stesse. Questa fiducia è stata fondamentale non soltanto lunedì 4 giugno scorso ma soprattutto per l’intero campionato. Lei è un grande tecnico, ha vinto tanto in carriera. Quest’anno poche parole e tanti fatti: il mister ci ha fatto parlare poco ma abbiamo corso, sudato e giocato tanto. Contro la Pink Bari abbiamo offerto un’ottima prestazione; ringrazio la nostra allenatrice e la squadra, ma soprattutto la Società che ci ha dato l’opportunità di scendere in campo all’Olimpico.

Spero che questa stagione sia stata un punto di partenza. Sono certa che, come accaduto quest’anno, la Società metterà a nostra disposizione tutti i mezzi per consentirci di continuare a fare bene: siamo fiduciose, abbiamo uno staff fantastico e mi auguro di restare in questa squadra per tanto tempo. Ho potuto realizzare un sogno calcando il manto erboso dell’Olimpico, ora mi auguro che un altro desiderio possa diventare realtà, ma non lo dico pubblicamente perché sono molto scaramantica!

Arianna Pezzotti, Cristina Coletta e Martina Santoro, insieme ad altre ragazze, personificano la lazialità. Quando scendono in campo, si capisce chiaramente come non giochino per loro stesse ma per la Lazio. In quei 90 minuti non c’è nulla di più importante che fare il meglio per questi colori. La Pezzotti, inoltre, rappresenta una delle migliori individualità di cui disponiamo nella nostra rosa. È una di quelle che tante volte ha fatto la differenza sia per carattere che per tecnica ed importanza in zona gol. Per la Coletta è stata una stagione complicata sotto svariati punti di vista. In tante occasione poteva lasciarci sole ma, da capitano e da grande persona quale è, ci ha sempre aiutato, segnando numerosi gol e non facendo mai mancare il suo sostegno. Dedico un pensiero per la Castiello, che è tornata con noi dopo due anni di assenza. Grazie al lavoro che ha svolto ed alle sue doti, è riuscita a ritrovare la Nazionale: ha rappresentato un tassello importante, ci ha dato una grande mano e mi auguro possa restare con noi . È una giocatrice che mette in campo il proprio valore, fornendo la giusta grinta. Infine, non posso non citare Luana Corradino, che in questo momento sta giocando una partita molto più importante della nostra. Sono sicura che la vincerà e quindi che il prossimo anno sarà fisicamente al nostro fianco, magari non in campo ma sugli spalti.

Quando ci si sacrifica quotidianamente per sostenere la propria squadra, il peso degli infortuni è la metà. Si va sempre al campo con il sorriso, anche quando non ci si puà allenare. Questa è stata la costante della stagione che abbiamo appena concluso.

A livello normativo, ci sono state numerose novità, prima su tutte il fatto che non siamo più dilettanti. Si alzerà il livello tecnico, la Serie B sarà un campionato nazionale. La prossima sarà una stagione importante, che non vedo l’ora di disputare.

Le compagne mi hanno fatto vivere tutte una stagione incredibile ed una serata indimenticabile all’Olimpico nell’evento “Di Padre in Figlio”.