Il Dottor Michele Morelli, medico sociale biancoceleste e direttore dell’evento ‘La prevenzione è… il 12° in campo’, ha presentato l’appuntamento di sabato prossimo ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

“È il secondo appuntamento con questa iniziativa ad un anno esatto dalla prima edizione. Abbiamo voluto organizzare una nuova mattinata, che avrà luogo sabato prossimo presso la sala stampa del Centro Sportivo di Formello, per ribadire la presenza della S.S. Lazio al fianco della gente, al fine di sensibilizzarla riguardo la propria salute. È questo il senso dell’evento ‘La prevenzione è… il 12° in campo’. L’occasione sarà utile per parlare di prevenzione traumatologica dal punto di vista sportivo, ma anche oncologico, che è argomento che interessa tutti.

Questo evento sta a testimoniare ancora una volta la sensibilità da parte di questa società verso tematiche sociali, come accaduto anche ieri in occasione dell’evento ‘NO BULLI’.

Non riusciamo a prevenire determinate malattie perché ci sentiamo garantiti dal fatto di essere uomini, questa condizione mentale è paradossale. Il tumore al testicolo può essere facilmente diagnosticato con l’autopalpazione, ma questo tipo di manovra non rientra nella mentalità dei maschi. Le giovani donne hanno una coscienza diversa, frutto di un contatto precoce con lo specialista ginecologo. Ciò per il maschio non avviene. Il nostro sforzo nel Settore Giovanile della Lazio è quello di promuovere la sensibilità dei ragazzi nei confronti di queste patologie, educandoli ad un’autoanalisi fin dalla giovane età.

Il tumore del testicolo può essere evidenziato da alcuni marcatori riscontrabili mediante l’analisi del sangue e delle urine. La maggior parte delle sostanze assunte a scopo dopante, quindi con il fine di migliorare le prestazioni sportive, incidono nel creare i presupposti dello sviluppo di tali malattie.

Ogni anno, ad inizio stagione, raccogliamo una serie di dati precisi sui familiari dei nostri giocatori, abituandoli ad assumere un comportamento confidenziale con il medico. L’aspetto sportivo facilita molto questo rapporto, i ragazzi che praticano sport a livello professionistico hanno una possibilità in più ma mi auguro che questo possa diventare il più generalizzato possibile.

Saranno presenti all’evento di sabato alcuni professionisti, molti dei quali fortemente presenti all’interno del mondo Lazio: ad esempio, il nostro direttore sanitario Dott. Ivo Pulcini, ma anche il collega Dott. Fabio Rodia, responsabile sanitario della prima squadra.

È prossima la stipulazione di una convenzione tra la S.S. Lazio e le Università di Roma Tre e Tor Vergata, in particolare con le facoltà di scienze motorie e medicina dello sport al fine di creare un canale diretto tra la realtà biancoceleste ed il mondo accademico-universitario per poter mettere a frutto conoscenze e tecnologie atte a personalizzare al massimo la preparazione e la metodologia di allenamento. Attraverso questo progetto, sarà possibile monitorare la fatica sportiva e l’affaticamento, aspetti che sono alla base degli infortuni.

Scoprire di essere affetti da tumore al testicolo non è la fine del mondo e ce lo dimostrano tanti sportivi che, superata la malattia, tornano al massimo livello delle loro prestazioni fisico-atletiche”.