Maria Amata Garito, rettore dell’Università Telematica Internazionale UNINETTUNO, è intervenuta quest’oggi in conferenza stampa dallo Stadio Olimpico di Roma:

“L’Università quando ha ricevuto quest’opportunità ha riflettuto poco, siamo stati da subito convinti che l’Università per trasmettere la cultura nelle case di tutti, dovesse dare risposta a questo reale problema dei giovani e di tutti coloro che intraprendono una carriera sportiva. Questi giovani dedicano il periodo più bello della loro vita alla carriera per diventare campioni, anche coloro che ci riescono hanno grande nostalgia perché quando concludono la carriera perdono la fama e, allo  stesso tempo, non hanno costruito un loro percorso di vita. Noi siamo qui per costruire un percorso futuro che si possa intraprendere al termine delle carriere. 

Durante la loro attività professionale di calciatori o di professionisti in altri sport, noi vogliamo essere presenti in maniera diversa rispetto alle altre università. La tecnologia ha cambiato completamente il modo di comunicare e di trasmettere la cultura, nella nostra struttura sono disponibili le migliori lezioni del mondo, ricche di attività interattive. Vogliamo comunicare e diffondere conoscenza senza limiti di spazio, tempo e luogo. Gli sportivi solitamente hanno molto tempo a margine degli allenamenti e delle gare per apprendere nuove nozioni. Ho studiato un po’ il calcio e sono rimasta sorpresa per le competenze che vengono trasmesse ai ragazzi, anche in merito alla leadership o al rispetto degli altri. Sono strumenti utili per costruire il futuro. I giovani in questo modo hanno già una base di conoscenza molto importante per frequentare un’università e per essere poi inseriti nel mondo del lavoro. 

Unire il contributo della Lazio a quello dell’università è molto importante per la formazione di un ragazzo; un ragazzo non può essere soddisfatto del suo percorso se non ha gli strumenti critici per affrontare la società. Il mondo ha una sua complessità, più si impara e più si diventa cittadini del mondo. Vogliamo essere accanto agli atleti per costruire insieme il loro futuro. Noi rispettiamo le culture ospitando studenti da tutto il mondo, nel calcio tanti giovani giocano insieme con la stessa voglia di vincere pur appartenendo a culture diverse: questo deve aiutarci a costruire un mondo diverso.

L’Università è riconosciuta dallo Stato e dobbiamo adeguarci alle leggi statali. Ci sono 12 crediti che possono essere riconosciuti per chi ha svolto attività professionale a livello sportivo come, ad esempio, i calciatori. Abbiamo un obiettivo, ovvero quello di costruire gli uomini, anche come campioni, senza mai lasciarli soli per portarli ad un futuro diverso rispetto a quello del calciatore. Siamo un’università e dobbiamo analizzare le competenze dei calciatori attuali, ma dare anche un supporto tramite le nostre tecnologie affinché la nostra formazione possa abbracciare diversi aspetti. Quest’idea è nata in un mese e ringrazio tutti coloro che hanno contribuito e che hanno lavorato con grande entusiasmo a questo progetto".