Renato Miele, ex difensore biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

“Nel calcio di oggi basta avere qualità superiori alla media per emergere, cosa diversa rispetto al passato. Troviamo calciatori in vendita pagati 100 milioni di euro solo due anni fa, ci sono più giocate di quantità e meno di qualità. I centravanti di una volta segnavano con il difensore attaccato alle loro spalle, è un altro modo di giocare. Oggi, ad esempio, un Giordano farebbe 3 gol a partita, sfruttando anche i numerosi cross dalle fasce. Se Quagliarella è riuscito a vincere il titolo di capocannoniere battendo Ronaldo, vuol dire che le difese italiane non sono così tanto preparate. Siamo costretti a tenere in piedi campioni fino a 36 anni, quando prima si arrivava a massimo 32. Questo ormai è diventato il campionato delle plusvalenze, mi meraviglio che non ci siano controlli su alcune operazioni di mercato. Inutile sorprendersi quando a metà campionato si vedono squadre in difficoltà economiche, senza domenticare le proprietà miste.

Sono situazioni allarmanti, sulle quali bisogna indagare se si vuole salvare il giocattolo. La crescita della tecnologia poi è una minaccia, in futuro potrebbero esserci 22 robot. Bisogna rilanciare il settore giovanile e soprattutto la passione di tifosi e dirigenti vecchia scuola.Menichini allena la Primavera della Lazio. Abbiamo giocato insieme, lui potrebbe essere l'uomo di esperienza in grado di ricostruire il giocatore sotto il profilo tecnico e psicologico. Nei settori giovanili il giorno dell'allenamento vengono distribuite online le schede sulle cose da fare, non si può decidere una seduta a tavolino. Un ragazzo può attraversare momenti di crisi, così si rischia di bruciare i talenti perché non tutti sono uguali. Una volta uno come D'Amico che tendeva ad ingrassare era messo nelle condizioni di dimagrire, attenzione che oggi non c'è più. Adesso a 12 si ha accanto solo un procuratore che pensa solo a fare soldi.

Domenica la Lazio affronterà una Sampdoria piena di ex Roma, tra Di Francesco e Ferrero. Sarà una partita incerta perché i blucerchiati sono sicuramente più deboli dello scorso anno ma è la prima partita, sempre imprevedibile. Inoltre le novità del Doria potrebbero regalare un vantaggio e uno svantaggio allo stesso tempo, con qualche pecca di distrazione. Sicuramente Inzaghi ha il vantaggio di conoscere la rosa, con la stessa ossatura del campionato scorso. Servono grinta e concentrazione per centrare un risultato positivo”.