Mettici il cuore e la vita farà il resto. A volte non basta. Anzi, forse non basta mai. La passione accende il fuoco, lo alimenta costantemente, ma sono il lavoro con la determinazione a sorreggere la fiamma. A determinarne la vita e ad impedirne lo spegnimento. Ed il fuoco scalda il motore del destino: quando si accende, ti porta lontano. Igli Tare ci è salito su e, da Valona, è arrivato nel calcio professionistico, prima da giocatore e poi da dirigente, divenendo così una delle figure dirigenziali più riconosciute sul panorama sportivo.    

“Dopo la carriera da calciatore ero convinto che sarei rimasto in questo mondo, non sapevo se da dirigente o da allenatore. La mia vita sarebbe comunque rimasta legata al calcio. Questo sport è stato un punto di riferimento e, quando ero giocatore, la pensavo in maniera diversa rispetto agli altri. Ero interessato a ciò che avveniva al di fuori del campo, mi incuriosiva la gestione di una società e ciò mi ha aiutato molto nel corso della mia carriera. Quando ho intrapreso il percorso dirigenziale -  confessa lo stesso Tare - pensavo di voler proporre me stesso. Avevo alle spalle un’esperienza importante, mi sono sempre detto che, se avessi svolto il ruolo da direttore sportivo, avrei continuato a ragionare con la testa da calciatore. Questo è stato molto d’aiuto, soprattutto nei momenti più difficili”.

Il Direttore Sportivo della S.S. Lazio Igli Tare si è raccontato ai taccuini del Lazio Style 1900 Official Magazine del mese di luglio. Sul 116° numero della rivista ufficiale del Club sarà disponibile l’intervista integrale al dirigente della Prima Squadra della Capitale.