L’evoluzione di un giocatore che però non perde le basi del suo ruolo originale. Tipo i piedi educati, traslati in una posizione di campo dove sarebbe meglio averli, ma non sono fondamentali. Da centrocampista a difensore centrale, con licenza di fare gol. Questo è Alessio Miceli, il match winner dell’ottavo di finale di Tim Cup contro il Palermo. Sua la punizione che regala il passaggio del turno alla Lazio, ch regala ai biancocelesti il derby.

Dai pulcini agli Allievi, il percorso calcistico di Miceli è stato segnato e caratterizzato dall’aquila sul petto. Non ha mai cambiato, ha sempre giocato in biancoceleste, mettendosi in luce quando si è cominciato a fare sul serio. Con gli Under 17 ad esempio, dove ha giocato 26 partite segnando 11 gol. la sua posizione in campo non era quella attuale, era il centrocampo con licenza di offendere. I numeri lo testimoniano.

Il difensore centrale Alessio lo ha cominciato a fare con Andrea Bonatti in Primavera. Ruolo nuovo per lui, ma che fa parte del percorso di crescita. Al suo fianco Cristiano Dovidio, esperienza al servizio della nuova leva. Ma come detto, le radici rimangono sempre le stesse. Due i gol di Miceli, uno in campionato ed uno in coppa. Il primo contro il Trapani su punizione, e sempre su calcio piazzato anche il secondo. Contro il Palermo. Non vale 3 punti, vale un quarto di finale. Evidente che ad Alessio la Sicilia porti bene.

Ancora molto alla fine dei tornei, ancora molto da imparare per conoscere alla perfezione i meccanismi del ruolo. Senza abbandonare le radici. Il gol ed i piedi educati.