Angelo Gregucci, ex difensore biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 FM.

“Nella Lazio vedo un altro spirito, al di là di chi scende in campo, ho visto una squadra che si scaglionava dietro in maniera perfetta, con Biglia che è bravissimo ad andare a fare difensore quando esce il centrale, con equilibrio a metà campo perfetto, con una suddivisione in avanti. La Lazio è andata a prendere la Fiorentina alta.

Con l’Inter, la Lazio è stata pronta a prendere la palla al balzo e trasformare un punto in tre.

A Firenze c’è stato l’atteggiamento di una squadra che ha cavalcato un pizzico di autostima in più, i biancocelesti hanno attaccato la squadra che palleggia meglio nella metà campo avversaria. Ho rivisto la Lazio della scorsa stagione. Ho rivisto la disponibilità e il sacrificio, poi si può vincere o perdere, ma ho rivisto una squadra che, al di là del cognome sulla maglietta, andava ad attaccare altissima gli avversari con grande sacrificio e grande intelligenza, leggeva benissimo le situazione ed ha vinto.

Ho rivisto lo spirito, l’aiuto in ogni angolo del campo. La Lazio ci fa ben sperare, ma non avevo dubbi, i giocatori sono quasi gli stessi.

La squadra di Pioli non gioca di ripartenza, riparte chi mette il pullman davanti alla porta, la Lazio propone un calcio moderno, andando nella metà campo avversaria e attaccando il primo passaggio. Non riparte, riconquista la palla alta, i biancocelesti difendono alti, contro la Viola ha difeso benissimo perché lo ha fatto con il massimo rischio, un difensore che difende su cinque mattonelle è una letteratura, quello che lo fa nella metà campo avversaria è un’altra letteratura. Uno ha 40 m alle spalle l’altro 4 cm, è tutta un’altra cosa”.