Fabio Poli, ex attaccante biancoceleste, è intervenuto in collegamento a Lazio Style Radio, 89.3 FM.

“In questo momento, dopo tantissimi anni, ricordo bene quel 5 luglio del 1987: è successo che da un’azione un po’ elaborata con il pallone che gira fuori area del Campobasso, Piscedda si inventa questo cross di prima, sono stato fortunato ad arrivare di testa e segnare questo gol. Lì per lì non ti rendi conto, ti senti sollevato perché era stata una serata durissima da far passare. La cosa bella è che poi, con il tempo, sai di aver fatto qualcosa di bello insieme a tutti gli altri ragazzi.

Non ci aspettavamo di arrivare a uno spareggio, ma fare una gara faticosa sì. All’epoca c’erano due punti a vittoria, è stato un campionato duro e difficile, e pur sapendo di essere un’ottima squadra, abbiamo avuto difficoltà verso la fine, quando abbiamo avuto un crollo fisico e psicologico, non ci aspettavamo questa situazione. La prima degli spareggi l’abbiamo persa, quando sai che quella dopo ha una vittoria come unico risultato, diventa una settimana difficile dove c’è poco da sorridere. Sarebbe stata una settimana difficile, lo sapevamo ed è stato così. Siamo arrivati a fine partita con questo gol, Boito sbagliò un gol poco prima con il Campobasso. Piscedda ha sempre detto che l’ha buttata dentro di prima e poi c’è stata la fortuna, con questa palla messa anche un po’ a caso.

Non è tanto il gol fatto quell’anno, sono questi trent’anni passati, dove nessuno si è mai dimenticato questa squadra, quest’annata, trent’anni di grandi elogi nei miei confronti e di tutta la squadra. Questo ti fa ricordare sempre quel giorno, i tifosi della Lazio sono speciali, in questi anni hanno dimostrato sempre grande affetto nei confronti di tutti, riconoscendosi in questa squadra. Sinceramente negli ultimi anni ci sentiamo meno, ma tutti gli anni ci troviamo a Milano, li rivedo tutti. Ci siamo visti poco tempo fa, abbiamo fatto una partita, Podavini faceva l’arbitro, c’è qualcuno che non ce la fa più. Ma ci divertiamo sempre, c’era Garlaschelli, e altri campioni di qualità notevole. Non si può dimenticare un’annata del genere, a parte quel che abbiamo fatto, ma eravamo veramente degli amici oltre ad essere elementi importanti, eravamo un gruppo di amici, persone importanti e serie che tenevano a questa maglia. All’inizio ognuno di noi poteva scegliere un’altra strada, ma nessuno ha accettato di lasciare la barca, abbiamo avuto la fortuna di poter dare qualcosa a questa maglia.

Credo che il timore di non farcela l’abbiamo avuto quando ci siamo ritrovati a fare l’ultima partita con il Vicenza, quella più tosta dove non potevi sapere cosa sarebbe successo. Lì è stata colpa nostra, ci siamo trovati in una situazione spiacevole, nonostante la vittoria non si sapeva cosa potesse accadere. Per fortuna ha girato bene, a nostro favore, e siamo riusciti a giocare gli spareggi.

Dell’annata ci sono tanti episodi che mi sono rimasti in mente, come squadra di amici scherzavamo sempre, una volta abbiamo inchiodato le scarpe di Terraneo alla passerella dove ci poggiavamo quando facevamo la doccia. Tanti episodi, con Fascetti, uomo straordinario e burbero ma un padre per noi, c’erano dei giorni dove lo incontravi al campo e lui non ti salutava, un allenatore veramente innamorato della sua squadra e dei suoi giocatori, era geloso non voleva che qualcuno li criticasse, solo lui poteva fare. Su tutti questi episodi si potrebbe scrivere un libro.

Oggi in questo calcio, fare squadra conta molto. C’è più tattica, se riesci a trovare un gruppo di amici, di uomini, i risultati arrivano e gli Europei sono la dimostrazione. Poi se hai anche i campioni, che oltre ad essere uomini sono campioni, tutto questo risulta ancora più facile. Conte ha dimostrato veramente tanta qualità, anche tatticamente è un uomo che vede e capisce. Fa giocare la squadra come un allenatore desidera, capisce di calcio, vede tante situazioni e non è facile trovare una squadra che ti segue.

Ha dimostrato veramente di essere all’altezza, peccato perché ci sono personaggi come lui che non hanno allenato per tanti anni, però a lui non si possono togliere meriti su quel che ha fatto con la Nazionale”.