Era l’8 settembre del 2000. La Lazio allenata da Eriksson, reduce dalla vittoria dello Scudetto, sfidò l’Inter nella finale di Supercoppa italiana allo Stadio Olimpico di Roma a distanza di circa 4 mesi dall’ultimo confronto, che assegnò alla Prima Squadra della Capitale la Coppa Italia del 2000.

Dopo appena due minuti di gioco, la compagine allenata da Marcello Lippi passò in vantaggio: Keane, impassibile di fronte a Peruzzi, violò la porta biancoceleste con un perfetto lob. Poco male, perché alla mezz’ora la Prima Squadra della Capitale riagguanta i nerazzurri sull’1-1: Lopez controlla al centro dell’area, si gira in meno di un secondo e, con il mancino, insacca nell’angolino più lontano. Cinque minuti dopo, altra girata ed altra marcatura per il numero 7 biancoceleste che, ancora una volta, batte Ballotta sul secondo palo.

Nella seconda frazione di gioco i biancocelesti non perdono il filo e trovano ancora una volta la via del gol: cross dalla destra, Nedved anticipa Vampeta che, però, atterra l’attaccante ceco; per l’arbitro Farina è calcio di rigore. Dagli undici metri, Mihajlovic non sbaglia. I nerazzurri accorciano successivamente le distanze con una punizione, seppur deviata, di Farinos, ma al 75’ è Stankovic a chiudere definitivamente la gara. Veron pesca il centrocampista serbo a tu per tu con Ballotta; pallonetto perfetto del calciatore biancoceleste che insacca sul secondo palo. Dopo appena un minuto di gioco Vampeta, per i nerazzurri, fissa il finale sul 4-3.