L’ex calciatore biancoceleste Paolo Franzoni, vincitore dello Scudetto 1973-74, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, 89.3 FM:

“Mi ricordo che contro il Foggia ero in panchina. Nel finale rimasi nel tunnel adiacente agli spogliatoi ad attendere il fischio finale. Ricordo bene l’episodio del rigore decretato da Panzino e trasformato dall’indimenticato Chinaglia. Fu una festa vera, il Foggia con quella sconfitta retrocesse. Fummo bravi a resistere nel finale, fu una festa che non dimenticherò mai.

Nelle ore antecedenti la partita eravamo nel classico hotel in ritiro. C’era un senso di tranquillità accompagnato magari da qualche silenzio più frequente del solito. Maestrelli ed i dirigenti provavano ad inculcarci la tranquillità giusta.

Quando Wilson è scomparso ero sul campo, ho ricevuto la notizia da un amico e sono andato a casa sconvolto. Pino per noi era un fratello maggiore, quando qualcosa andava storto sapeva tranquillizzare l’ambiente quando qualcosa andava storto. Era il capitano, ben voluto da tutti. È stato un grande uomo ed un grande giocatore.

Di quella stagione ricordo il mio debutto con il gol contro la Roma, una settimana dopo feci l’assist a Chinaglia nella vittoria contro il Napoli, allenato da Vinicio. Lui e Maestrelli sono gli allenatori da cui ho imparato tanto e di cui vado fiero. Credo che dopo il successo contro il Napoli, che ci permise di andare in testa, iniziammo a parlare dell’obiettivo vittoria finale. C’era tensione, ma anche convinzione di potercela fare. Ebbi una grande soddisfazione scendendo in campo la settimana dopo con il Foggia, contro il Bologna.

Vinto il Tricolore, vivemmo una settimana di festeggiamenti con però solo due giorni di riposo anche perché volevamo chiudere bene. Furono dei giorni maggiormente spensierati rispetto al solito. I due anni nella Capitale sono stati i migliori della mia vita calcistica.

Chinaglia era il trascinatore del gruppo, il numero uno così come Wilson. Oggi Immobile si raffigura molto in quello che era Giorgio.

Lunedì la Lazio troverà una Juventus molto arrabbiata con giocatori vogliosi di reagire. Mi auguro che i biancocelesti possano qualificarsi in Europa League. Juventus-Lazio è da sempre una partita di cartello, difficile da affrontare".