Il centrocampista biancoceleste Mattia Zaccagni è il primo protagonista del settimanale Lazio Style Summer.

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Prima volta ad Auronzo di Cadore: ti piace?
"Sì, mi piace molto. C'è un bell'ambiente, si lavora bene e si sta finalmente freschi (ride, ndr): sicuramente prepareremo al meglio la stagione che verrà".

Rispetto a 365 giorni fa, è cambiato tutto: squadra, dimensione tecnica e vita privata. Il prossimo anno sarà quello della maturità assoluta?
"Sicuramente sì. In poco tempo mi è cambiata la vita sotto ogni aspetto, sia dentro che fuori dal campo. Sono molto contento di quanto fatto finora però sono sicuro di poter dare ancora di più".

Qual è il ricordo più bello che porti dell'ultima stagione?
"Il gol ad Oporto contro il Porto. Lo scorso anno è stato il mio debutto in una competizione europea, per questo il primo gol non si scorda mai".

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Curiosità: cosa hai detto a Messi prima di chiedergli la foto?
"Nulla (ride, ndr). Me lo sono trovato davanti all'improvviso, eravamo all'Hard Rock Ibiza. Appena l'ho visto mi è subito venuto spontaneo chiedergli la foto, non gli ho detto altro perché ero tesissimo".

È ancora Verona-Cittadella del 2019 la tua partita perfetta?
"Quella è stata una notte che mi ha cambiato vita e carriera. Se non avessimo vinto quella partita, saremmo rimasti in Serie B e non so se poi sarei approdato in A ed intrapreso il percorso che mi ha portato qui ora".

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Quest'anno confermerai ancora il numero 20?
"Sì, è un numero che ho utilizzato fin dal mio primo anno di A con il Verona. Me lo porto dietro da tanto, ci sono molto legato".

Questo gruppo è come una famiglia: com'è il clima sulla vostra chat di Whatsapp?
"Si scherza tanto, tra foto e GIF. Appena sono arrivato alla Lazio, dopo una settimana mi ero già integrato grazie ai miei compagni che mi hanno accolto subito benissimo".

Da un anno vivi a Roma: pregi e difetti?
"Difetti pochi, anzi nessuno. Forse il traffico, anche se mi aspettavo peggio. Ho preso casa a Roma nord, la mia zona preferita, in 20' sono a Formello. A Roma ero già stato in passato, quindi il centro lo conoscevo ed è fantastico, per non parlare di tutti i monumenti che ci sono".

Lo so, parli poco della tua vita privata: cosa hai provato quando hai saputo che saresti diventato padre?
"Un'emozione fortissima e veloce. Io e Chiara ci siamo detti che volevamo provare ad avere un figlio e dopo 2/3 settimane era già incinta: è stata un'emozione indescrivibile".

Che coppia siete tu e Chiara?
"Io sono molto riservato riguardo la mia vita privata, lei invece, anche per il lavoro che fa, è un po' più esposta: diciamo che abbiamo trovato un punto d'incontro, un nostro equilibrio. È una donna fantastica, chi la conosce lo sa. Sono fiero di averla al mio fianco, ha dato alla mia vita tanta positività".

C'è un calciatore del passato della Lazio che ti piaceva in modo particolare?
"Ce ne sono stati tanti ovviamente. Da quando avevo 3 anni, guardavo ogni partita di calcio. Della Lazio ricordo vagamente Nedved, anche se all'epoca ero molto piccolo. Un punto di riferimento per me però, tra passato, presente e futuro, è Immobile".

Qual è la pazzia più grande che ha fatto un tifoso per te?
"Fammici riflettere bene (ride, ndr). Ricordo che un'estate un tifoso del Verona venne fino al mio paese a Bellaria per farsi autografare una mia maglietta".

Capitolo Serie A e fantacalcio: su quale calciatore scommetteresti in vista della prossima stagione?
"Probabilmente sul ritorno di Lukaku all'Inter: è stato una sorpresa, non me lo aspettavo, soprattutto per le cifre spese dal Chelsea solamente un anno fa".

Tanti giovani in rosa: ti rivedi in qualcuno quando avevi la loro stessa età?
"Rivedo totalmente no, però in Romero noto quella cattiveria e testa giusta per arrivare ad alti livelli. Sullo sfondare nel calcio poi dipende sempre da persona a persona, bisogna essere bravi a gestire bene le situazioni e rimanere con i piedi per terra".

Ti piacciono altri sport oltre il calcio?
"Ultimamente mi sto appassionando al padel, mentre da ragazzo invece giocavo ogni estate a footvolley, uno sport spettacolare".

Tra 20 anni, sarai un uomo felice se?
"Se avrò raggiunto tutti gli obiettivi prefissati nella mia testa, che custodisco gelosamente, oltre ovviamente a mantenere un rapporto speciale con la mia famiglia, che rimane fondamentale".

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