Nel giorno del suo 34º compleanno, Felipe Caicedo è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, 89.3 FM.

"Il mio ricordo in Italia è tutto laziale, il sentimento è sempre quello. Sono arrivato con il piede giusto: pronti, via e abbiamo vinto la Supercoppa italiana. È stato tutto perfetto da lì in poi nonostante un primo anno complicato. Una volta ambientato, tutto è stato più semplice.

La piazza laziale è sempre complicata da conquistare, ero la riserva di uno degli attaccanti più forti d’Italia, non era facile, tutti mi hanno aiutato a integrarmi. Di Immobile ho un ricordo che non riesco a esprimere. Ciro è un grande attaccante, e questo lo vedono tutti, ma è la sua forza mentale che ha dello straordinario. Aiuta sempre i compagni, è un vero leader dentro e fuori dal campo.

Il secondo è stato l’anno dell’impulso ulteriore, è stata la stagione della mia rivelazione, sentivo ancora più fiducia da parte del tecnico. Il gol nel derby non lo dimenticherò mai. Anche l’emozione della finale di Coppa Italia è viva nel mio cuore, eravamo spinti da un Olimpico gremito.

Sui social ancora interagisco con tanti tifosi laziali, mostrano sempre grande affetto nei miei confronti, mi emoziono ogni volta, i tifosi laziali sono nel mio cuore. Il rapporto è reciproco, sarà così sempre.

Quella biancoceleste è la maglia della mia carriera, la sento come tale. Dopo il primo anno mai avrei pensato di giocare così tante partite con la Lazio. Questo dimostra la gestione ottima del Presidente Lotito: non è facile lottare contro squadre che possono contare su numeri più alti. Sono stato qui quattro anni e sarei voluto rimanere altri quattro, però purtroppo le cose sono andate diversamente. 

Saluto tutti i dipendenti: fisioterapisti, magazzinieri, l’ufficio stampa. Tutti mi hanno accolto bene e ancora oggi ho un ottimo rapporto con ciascuno di loro.

Questo maledetto Covid ci ha fermato nella stagione 2019-2020, quell’anno avevamo il pensiero fisso dello Scudetto. Tutti noi ci credevamo, giocatori, staff e tifosi. 

Il mio gol preferito? Per il momento e per quello che significava, ti dico la rete di Cagliari. Quel colpo di testa mi ha mandato in estasi totale: era il 98’ di una partita dura e tosta. Emozionalmente, anche il gol del derby mi ha emozionato tanto, così come l’1-1 siglato nel recupero con la Juventus all’Olimpico.

La Lazio la seguo ancora, sono convinto che possa arrivare tra le prime quattro. Questa è la stagione della conferma, lo scorso anno era di costruzione”.